Oltre a essere stato uno degli uccelli più strani del passato, questo uccello è da considerare anche stupido perché era facile da catturare e non scappava davanti a una minaccia come i predatori. Inoltre non sapeva nemmeno volare per via della sua corporatura tozza e strana. Vediamo qual’è la sua storia.

Che animale era?

Il Dodo, chiamato pure Dronte, era un uccello alto sui 40 cm, dal corpo tozzo e ali corte, non poteva volare quindi si nutriva dei frutti della terra che erano caduti a terra, oppure di quelli attaccati ai rami che riusciva a volte a raggiungere.

Non possedeva zampe palmate, quindi non era nemmeno capace di nuotare, per queste caratteristiche lo si è collocato nelle specie di uccelli che si chiama “Gallus“, come loro anche i galli, le galline e le oche domestiche non riescono a volare, inoltre come questi uccelli, il Dodo nidificava a terra.

Altri reperti trovati di questo animale invece, mostravano che questo uccello aveva ali in grado di sostenerlo per alcuni tratti di volo, ma poi con i cambiamenti climatici, l’ambiente tranquillo, migrazioni e spostamenti limitati e la quasi assenza di predatori, questi arti gli si sono accorciati e atrofizzati.

Grazie al fatto che non aveva molti nemici si spiega del perché non scappasse davanti ai predatori o a qualsiasi altro tipo di minaccia.

Inoltre il becco era di dimensioni importanti, arrivava anche a una lunghezza di 50 cm e più.

Si pensa che questi fossero comparsi nelle isole Mauritius, per questo è presente nello stemma dell’isola africana.

Quando e come è scomparso?

Ci sono molte teorie sull’estinzione di questo esemplare, quello più conosciuto è durante il XVII secolo i coloni portoghesi, arrivati all’isola Mauritius, erano riusciti a catturarlo senza alcuna difficoltà, ma avevano scoperto alla fine che la sua carne non era delle migliori, ma non avendo altre fonti di cibo proteico e a base di ferro, continuarono a catturarli appena ne avevano l’occasione.

Altri specie di animali invece come maiali, serpenti, scimmie, apprezzavano molto le uova che trovavano a terra, questo è da tenere in conto anche per la sua scomparsa.

Anche l’habitat poi è cambiato, in parte sempre grazie all’uomo, e ha favorito la scomparsa della specie ma con una conseguenza: sull’isolala crescita di questi alberi chiamati Tambalacoque diminuì in modo drastico.

Questo fu collegato alla sparizione di questo uccello perché vivevano in simbiosi l’uno con l’altro, il Dodo si nutriva dei suoi frutti e che grazie alla sua digestione, rendesse il seme, una volta espulso, riusciva a germogliare meglio e quindi molti alberi riuscirono a nascere grazie a questo esemplare.