Elezioni politiche del 2018: gli scenari

Uno degli argomenti in generale più spinosi  da affrontare sono quelli riguardanti la politica e in particolar modo nel 2018, anno in cui ci saranno le elezioni politiche. Le elezioni per cui si andrà a votare sono elezioni che devono ovviare al governo tecnico che dopo le dimissioni  dello scorso anno, in seguito al referendum, del presidente del consiglio Matteo Renzi è stato chiamato a guidare il paese.

Qual è la situazione?

Queste sono elezioni che andranno ad affrontare una situazione sostanzialmente un po’ diversa rispetto a quelle precedenti perché, mentre in precedenza esistevano i due grandi Poli di centrosinistra e centrodestra, quest’anno abbiamo centrodestra, centrosinistra e movimento 5 Stelle.

Non si sa quale effettivamente possa essere la reale possibilità di vittoria di questo terzo polo e cosa ci si possa aspettare, ma come ci hanno insegnato le elezioni americane, ci può sempre essere un colpo di coda finale che ci riserva sorprese più o meno gradite.

Quello che sicuramente non sorprenderà sarà l’astensionismo che è il problema fondamentale delle ultime elezioni e degli ultimi referendum a cui siamo stati sottoposti, astensionismo sicuramente dato da una somma di cinismo, sentore del fatto che le persone non sanno chi votare e come farlo e quindi come cercare di migliorare le condizioni del loro paese e di malcontento generato da questa instabilità politica protratta negli anni.

Molti di loro non sanno chi scegliere e altri voglio esprimere un voto di protesta che diventa un “non” voto. A mio avviso è sempre e comunque necessario recarsi a votare ed è importante farlo e piuttosto dare scheda nulla se uno non vuole dare una preferenza a nessuno.

È sempre e comunque meglio cercare di farsi un’idea della situazione anche per essere partecipi attivamente alla vita politica e sociale e non solo lamentarsi pur non essendo stati nemmeno partecipi della scelta che ha legittimato il governo.

Quali sono gli scenari possibili?

In questa elezione abbiamo questi tre poli e sicuramente è un altro fattore che incide sulla decisione, poiché oltre all’astensionismo, ci sarà una spaccatura e nessuno probabilmente riuscirà ad avere una maggioranza assoluta o almeno il 40% così da da riuscire ad arrivare a creare un governo.

È quindi  probabile che si vada ad un ballottaggio e di conseguenza si dovrà osservare in seguito quali saranno i partiti che decideranno di formare una coalizione abbastanza forte per essere eletta.

In questo momento sicuramente è aumentato il malcontento nei confronti dell’ex premier Matteo Renzi per le varie vicende legate al governo precedente ed in seguito anche all’abbandono e poi al ritorno sulla scena politica ed è fondamentale il ritorno di Silvio Berlusconi sempre a capo di Forza Italia che comunque, nonostante la nascita di questo nuovo partito, ritrova sempre grandi consensi.

È quindi  probabile che ci si possa aspettare più o meno un 25% sia per Forza Italia che per il Movimento 5 Stelle e più o meno un 20% per il Partito Democratico e che di conseguenza lo scenario più realistico sia il ballottaggio.

Chi risulti vincitore in questo scenario è davvero difficile dirlo, l’unica cosa che ci si può augurare è che il futuro governo traini il paese fuori dalla crisi degli ultimi anni e sia in grado di affrontare la legislatura in toto senza interruzioni.

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