Ftse mib oltre i 18 mila punti. Ma occhio alla BCE

piazza affariAncora un ottimo rialzo, quello odierno, per il nostro Ftse mib che continua a salire (siamo oltre quota 18 mila punti) nonostante il contesto economico internazionale. Tra i migliori titoli di giornata segnaliamo il comparto bancario con Popolare di Milano, Unicredit e Intesa su tutti, mentre tra i peggiori segnaliamo Luxottica e Tenaris con perdite oltre il 3%.

Ovviamente lo scenario, come sottolineato anche sul sito www.ftsemib.com, rimane molto delicato in quanto domani vi sarà la riunione della Bce in cui il board capitanato da Mario Draghi sarà costretto a decidere il da farsi. Dopo i pessimi dati Istat il mercato si aspetta una bce risolutiva e se la cosa non dovesse andare in questo senso si avrebbe, sicuramente, un deterioramento della situazione con le borse che tornerebbero a scendere.

E come abbiamo potuto vedere nelle ultime settimane il nostro Ftse mib è uno degli indici più deboli di tutta europa, anche per via dell’eccessivo peso del comparto bancario che amplifica il rischio paese. A questo proposito abbiamo intervisto Mario Aldini, trader indipendente, che ci ha illuminato sul contesto finanziario in corso.

Salve Mario, per cominciare… che aria si respira nelle trading room? 

In questo momento tutto sembra ipotizzare che il mercato sia in attesa di quello che accadrà giovedì. Ma oltre all’attesa ci sono anche operatori che stanno prendendo posizione sul mercato, ovviamente puntando su una Bce risolutiva.

Cosa potrebbe accadere, in caso contrario, sul nostro Ftse mib?

Purtroppo già sappiamo quale sarebbe lo scenario. L’indice è secondo, per debolezza, solo a quello greco. Insomma i rialzi di questi giorni verrebbero rapidamente assorbiti. Anche perchè, stimoli della bce a parte, il contesto internazionale rimane disastroso. Pertanto anche nelle migliore delle ipotesi io non credo a rialzi stabili e duraturi ma solo momentanei dovuti all’euforia.

Insomma sul lungo periodo sei pessimista…

Assolutamente si, ma anche per ciò che riguarda il medio periodo. E’ impensabile che il nostro indice possa performare come lo scorso anno, a meno di qualche miracolo. La Cina ha fortemente rallentato, i paesi emergenti sono in grossa crisi, e l’Europa rischia la disgregazione. Per non parlare del rischio conflitti. Insomma siamo sull’orlo del baratro. E chi fa trading sui mercati non deve mai dimenticarsi di avere una visione delle cose quanto più legata alla realtà.

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