Vi è mai capitato di sognare in grande? O magari anche in piccolo? Ebbene oggi, vi diamo qualche dritta burocratica o meno, per l’apertura di un’enoteca, chissà che qualcuno di voi sogni di avere un wine bar?

Enoteca o Wine bar?

Iniziamo con la differenza più banale del mondo ma che non tutti conoscono, e cioè che cos’è un’enoteca? e di conseguenza è la stessa cosa di un wine bar? Andiamo a mettere qualche puntino sulle “i”. Dunque  l’enoteca vanta più cantine, vini selezionati, e tratta o meglio dovrebbe trattare profili alti di bevande con un tasso alcolico che si aggirano dagli 8 ai 22°, perchè  quando si va oltre si tratta di super alcolici che in ìnvece potrebbero interessare un wine bar, che può trattare  altro genere di prodotto affiancato al vino. Ma cosa davvero è necessario per aprire un’attività di questo genere, la prima cosa che vi consiglierei è quella di cercare un locale adatto alla conservazione dei vini stessi, ovvero un locale che abbia una giusta dose di umidità e temperatura, ovvero evitare di scegliere un locale troppo caldo o che trattiene il calore, a meno che non si abbia la fortuna di possedere una vera e propria cantina, in tufo, per esempio. Ma passiamo alla burocrazia, e mettiamo le carte in tavola.

Enoteca: iter e burocrazia

La prima cosa necessaria, dopo l’affitto di un locale adatto, è sicuramente l’apertura di una P.Iva, dopo avere scelto il nome al vostro locale, giusto per informazione, qualsiasi attività ex novo, ha bisogno dell’apertura di partita iva, così come l’iscrizione al registro delle imprese, ed infine, legale comunicazione al comune per inizio attività ed autorizzazione ad esporre insegne o cartelli pubblicitari.. Adesso dobbiamo decidere che genere di enoteca vogliamo aprire, somministriamo in loco, magari con qualche stuzzichino di accompagnamento? Nel caso avrete bisogno di regolare certificazione per la somministrazione di cibi e bevande, o di un diploma che certifichi i vostri studi nel settore ( scuola alberghiera). Assolutamente necessario è l’HACCP, che è entrato in vigore in sostituzione del vecchio libretto sanitario,che per chi non lo sapesse, è quella certificazione che vi consente di maneggiare cibi e bevande, dunque se avrete, per esempio, cinque dipendenti addetti alla somministrazione, ognuno di loro dovrà possedere questa certificazione. E’ ovvio, che formarsi per questo genere di attività, è quasi necessario, per poter gestire con efficienza e preparazione un settore delicato come quello dei vini.

Quanto costerà aprire un’attività del genere?

Il problema fondamentale è l’assortimento dei vini, da cui non si può prescindere, perchè avreste vita breve. Questo perchè dovrete essere in grado di soddisfare, ogni esigenza di spesa. Ma il consiglio è di limitarvi ad un primo acquisto di 300/400 bottiglie diverse, di marchi conosciuti e anche meno, per capire cosa la clientela preferisce, o cosa è più ricercato. Anche così facendo la spesa non è minore di 30 mila euro, considerando anche i costi delle burocrazie, le utenze, un’eventuale ristrutturazione del locale e l’arredamento stesso. La spesa dipende anche dal posto in cui intende aprire, se è una città se è un paese e via discorrendo.

Per concludere, non vi fermate, credete nei vostri sogni, nell’attività che desiderate, investite e non buttatevi giù, il modo di finanziare un’attività giovane esiste di certo!