L’insula del cervello è correlata alle emozioni del gioco

emozioni e giocoUn gruppo di ricercatori inglesi e statunitensi ha analizzato la reazione di un gruppo di volontari sani e altri con varie lesioni cerebrali mentre giocavano alla roulette e alle slot machines. I risultati hanno dimostrato che tutti i partecipanti presentavano le stesse false credenze associate con il gioco d’azzardo, ad eccezione di quelli che presentavano un’anomalia nella corteccia insulare. Sembra che quest’area del cervello è relazionata con le condotte riferite al gioco d’azzardo patologico.

Lo studio internazionale condotto dagli scienziati dell’Università di Cambridge (Regno Unito), si è proposto di analizzare “le origini neurobiologiche della percezione distorta che si genera nella mente delle persone mentre giocano d’azzardo”. Tali distorsioni cognitive sono basate su credenze irrazionali che fanno sì che il giocatore sopravvaluti le probabilità di vincita a seconda di ciò osserva.

Ciò succede quando si verifica un “almost-hits”, che fa pensare che si sta per vincere il premio, o la cosiddetta “fallacia del giocatore d’azzardo”, cioè l’errata convinzione che alcuni eventi verificatesi nel passato possono influire su quelli futuri nell’ambito di attività legate al caso, come lo è appunto il gioco d’azzardo (es. credere che se lanciamo una moneta ed esce per due volte “testa” è più probabile che la terza volta esca “croce”).

L’obiettivo dello studio è stato principalmente quello di rilevare se c’è una qualche area del cervello coinvolta nelle distorsioni cognitive legate al gioco. A tal fine i ricercatori si sono avvalsi dell’aiuto 60 volontari: 16 in buona salute e il resto con lesioni cerebrali in diverse aree del cervello, come la regione prefrontale ventrocentrale, l’amigdala e la corteccia insulare o insula.

Successivamente hanno invitato  i partecipanti a giocare a due giochi d’azzardo per osservare la loro reazione e gli effetti davanti ai due giochi. Hanno usato prima una slot machine, dove i partecipanti hanno potuto sperimentare l’ “almost-hits” quando sulla linea apparivano due ciliegie e il terzo simbolo era proprio il successivo a questa frutta (che non è mai apparso). Precedenti ricerche sul comportamento dei giocatori davanti ad una slot machine avevano già dimostrato come in questi momenti cambia la frequenza cardiaca e aumenta la sudorazione.

Nelle persone sane e nella maggior parte dei pazienti aumentò la  motivazione per il gioco in questa situazione, nonostante gli almost-hits non siano poi così lontani da un completo fallimento“, ha spiegato Luke Clark, ricercatore responsabile dello studio.

In seguito è stata usata la roulette sulla quale i partecipanti potevano scommettere sul rosso o sul nero in ogni partita. “Dopo una serie di risultati sul rosso, la maggior parte delle persone si aspettava che venisse fuori il nero, per la fallacia del giocatore, come è stato confermato già anche in precedenti esperimenti”, ha spiegato Clark.

Il ricercatore ha evidenziato la novità emersa dall’esperimento: “Solo nei soggetti che presentavano alterazioni dell’insula, sia nel caso dell’almost-hits che nella fallacia del giocatore, i due effetti non si  sono manifestati“.

Pertanto, i risultati della ricerca suggeriscono che le illusioni o distorsioni causate dal processo cognitivo derivato dal gioco d’azzardo è legato all’attività dell’insula. Ciò ha portato gli scienziati a dedurre che gli interventi per ridurre l’attività di quest’area del cervello, situata nella regione più interna della superficie laterale, potrebbero aiutare nel trattamento del gioco d’azzardo patologico.

Abbiamo provato a testare questa ipotesi attraverso uno studio condotto in collaborazione con la clinica  National Gambling Problem di Londra, dove si ricorre alla risonanza magnetica per misurare l’attività dell’insula, mentre i giocatori d’azzardo patologici sono sottoposti agli stessi due giochi“, ha spiegato il ricercatore.

Secondo i ricercatori, i trattamenti futuri volti alla dipendenza dal gioco potrebbero essere diretti alla riduzione dell’attività dell’insula sia mediante la somministrazione di farmaci o anche attraverso tecniche psicologiche e terapie basate sulla consapevolezza.

L’insula è una parte del cervello piuttosto misteriosa, ma sappiamo che svolge un ruolo importante sulle emozioni e le sensazioni fisiche; riteniamo che sia importante relazionarla  col gioco d’azzardo, poiché il gioco d’azzardo è un’attività di per sé molto viscerale ed emozionante“, ha concluso Clark.

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