La mitologia e la religione pagana è arcaica, cioè collegata alla forza della natura e agli istinti umani. Tra le figure, tra le creature che da sempre affascinano, è che era una divinità molto seguita anche nelle prime culture italiane, è il Fauno. Noto anche come divinità adorata dalla città di Pompei. Questa creatura è metà uomo e metà capra. Dio della natura selvaggia, dei boschi, della campagna e degli animali selvatici.

Nel medioevo è stato collegato al diavolo, al satiro o alla bestia dedito alla lussuria e alla violenza sessuale. Dotato di una forza sovrumana, astuto e furbo, amante delle donne e della violenza.

In realtà, nella religione pagana, l’uomo metà capra e metà uomo, era un protettore della foresta, ma è vero che era un amante “vivace”. Dio buono e pacifico.

La leggenda dei fauni

I romani e gli antichi greci avevano una cultura in cui il dio Pan, il satiro, il fauno, il mitico uomo metà capra e metà uomo, aveva una grande importanza. Le leggende sono molte sulla sua figura mitologica.

Molte le popolazioni che lo adoravano, gli dedicavano feste e anche sacrifici.

La leggenda narra che il Fauno era sposato con Fauna. Il terzo re d’Italia che insegnò alla popolazione l’agricoltura nelle comunità rurali. A lui sono dedicate le celebrazioni dei Lupercalia. L’uomo metà capra e metà uomo è anche il colpevole della morte di Euridice, amata da Orfeo, dio della musica, che lui andò a recuperare negli inferi.

Nella leggenda si narra che Euridice, raccogliendo dei fiori nel bosco, venne notata dal Fauno che iniziò a rincorrerla per possederla. Mentre la fanciulla scappava, venne morsa da un serpente e morì.

Cosa rappresenta il mitico uomo capra nella filosofia

Esistono tante leggende che dunque ci parlano del personaggio metà uomo e metà capra, ma c’è da dire che esso ha anche un “senso” diverso nella filosofia.

Per tanti filosofi socratici, dichiarano che questo dio rappresentava la forza maschile, il lato oscuro della sessualità e del desiderio d’isolamento. Non a causo il fauno vive da solo nei boschi, ma ha una forte libido.

Forse è anche per questa visione filosofica è diventata una creatura da temere, da “demonizzare” in pieno medioevo poiché l’essere umano e l’uomo, doveva avere una “buon cuore” e una carità cristiana interna.

In quali opere è citato il fauno?

La sua figura compare nella lunga lista della mitologia pagana. Nell’Eneide virgiliana lo troviamo come padre di Latino. Alcuni passaggi della sua storia sono anche nella versione integrale dei viaggi di Ulisse.

Se poi vogliamo vedere le opere “moderne”, è il protagonista dei:

  • Racconti del labirinto del fauno
  • Le fiabe del Fauno

In realtà sono centinaia le opere ispirate a questo personaggio.