Con il termine pesce ragno si intende nove specie di pesci d’acqua salata, appartenenti alla famiglia delle Trachinidae, dotati di aculei velenosi. In questo articolo ne scopriamo le caratteristiche, il loro habitat naturale e cosa fare nel caso in cui un pesce ragno ti punge.

Descrizione e habitat

Questi pesci hanno un corpo di forma cilindrica, con la testa rotonda ed il ventre appiattito, ed una bocca molto grande. Sono dotati di pinne sia sul dorso che sul ventre, e le prime sono dotate di spine velenose. Il loro colore può variare dal bianco al grigio, al giallo, al marrone e al nero, a seconda della specie a cui appartengono, come le loro dimensioni, che può essere compresa tra i quindici e i quarantatré centimetri.

I pesci ragno si infossano nel fondali sabbiosi, in modo da afferrare le loro prede, ovvero piccoli pesci e crostacei. Loro, invece, diventano raramente delle prede, grazie ai loro aculei velenosi. Si riproducono tra i mesi di giugno e luglio, e depongono le uova sempre nei fondali sabbiosi dove si nascondono.

Si trovano nei fondali più bassi del mare Mediterraneo, le isole Canarie, presso le coste europee dell’Atlantico, dall’Inghilterra all’Africa, e quelle del Cile. Questo pesce, infatti, predilige acque dalle calde temperature.

Cosa fare quando un pesce ragno punge

I pesci vengono pescati per la loro carne delicata, usando vari tipi di esche e le reti da posta (ovvero delle reti piuttosto lunghe).

Non è insolito che gli umani possano venire punti dai suoi aculei velenosi, e le loro punture possono provocare un dolore forte ed infiammare l’arto colpito. Il dolore raggiunge il suo apice nel giro di mezz’ora o tre quarti d’ora, perdurando per tutto il giorno (e forse anche quello seguente), ed accompagnato da insensibilità ed intorpidimento.

Sebbene il dolore sia molto forte, di per sé il veleno non è mortale per l’uomo, ma allo shock il corpo reagisce con svenimenti, giramenti di testa, febbre, nausea, vomito e tremiti. Se si pesca questo pesce, è bene fare una profilassi antitetanica ed antidolorifica.

Quando si viene punti, è consigliato eseguire un primo soccorso, immergendo l’area del corpo colpita in acqua calda e salata, per un’ora o due, e per mezz’ora sotto la sabbia, in quanto questo veleno si può decomporre. E’ bene non usare né l’acqua fredda né l’ammoniaca, e premere alcuni secondi sulla ferita, per far fuoriuscire il sangue e riducendo le possibilità di contrarre un’infezione. Per questo, è necessario anche anche bendare la ferita e tenerla pulita.

Dopodiché, è importante rivolgersi immediatamente al medico, che può prescrivere un antibiotico. Gli analgesici possono sembrare un rimedio, ma non sono molti efficaci.

Il veleno può risultare mortale in caso che colpisca un soggetto molto sensibile (e soggetto ad allergie), in quanto può causare uno shock anafilattico, e le vie respiratorie si bloccano, se non si ricorre immediatamente ai ripari.