Il progesterone è l’ormone più importante che il corpo luteo produce dopo la fase di ovulazione e che serve per mantenere la gravidanza, sia nei primi 4 mesi che successivamente, poiché viene prodotto in quantità maggiore dalla placenta stessa. Vediamo nel dettaglio cosa si tratta ma soprattutto cosa serve e cosa fare se i valori sono bassi.

Il progesterone nella gravidanza

Nel dettaglio il progesterone è un ormone steroideo: La sua produzione comincia durante il ciclo mestruale soprattutto nella seconda fase (anche detta ovulatoria) dalla ghiandola surrenale da del corpo luteo una volta che la gravidanza comincia a fare il suo corso. In pratica è anche un ormone fondamentale per garantire alla salute intima femminile un ciclo mestruale regolare, anche per creare un habitat per gli ovuli fecondati all’interno dell’utero, e per il feto successivamente.

Quando è presente una gravidanza progesterone funge anche da contraccettivo e previene altre ovulazioni. Proprio per tali motivi, questo ormone va tenuto sotto controllo e in caso occorresse, bisognerebbe assumerlo quasi come fosse un integratore (ma non viene preso per via orale): il progesterone provvede infatti a mantenere l’endometrio e le sue secrezioni stabili, di modo che la gravidanza non sia a rischio. Ulteriore compito questo ormone quello di bloccare fagocitosi all’interno dell’utero durante i 9 mesi di gestazione: in questo caso infatti previene il rischio del parto prima del termine.

Valori del progesterone ideali

Durante la fase pre-gravidanza (luteale), durante il ciclo mestruale i valori sono compresi tra 1,2 e 15,9 nanogrammi al millilitro. Nei primi tre mesi di gravidanza i valori salgono a 2,8 fino a 147 picogrammi al millilitro e al sesto mese si alza al 22 fino al massimo di 95 picogrammi per millilitro. Infine, durante gli ultimi mesi di gestazione, il picco di progesterone sale a 28 fino a 242 picogrammi per millilitro.

Cosa fare in caso di carenze

Se si dovessero manifestare dei cali di progesterone bisognerebbe rivolgersi immediatamente al medico curante e, anche meglio, al ginecologo. In questo caso verrà fatta un’ecografia per determinare eventuali distacchi di placenta oppure si manifestano delle perdite anomale. Il progesterone viene assunto tramite l’inserimento di ovuli nel cavo vaginale durante le prime settimane quando cento non è in grado di produrre il progesterone autonomamente.

Questo tipo di trattamento viene utilizzato anche per rilassare le contrazioni uterine che rischiano di generare un parto prematuro. Gli effetti collaterali più comuni sono cefalee, vertigini, sensi di nausea, perdite extrauterine e problemi della pelle. Quelli meno gravi e risolvibili più facilmente sono l’aumento del peso e la ritenzione idrica.