Il carbone è conosciuto come l’oro nero, o meglio era conosciuto come l’oro nero nei primi anni del 1900. Oggi, questo titolo “regale”, è stato passato al petrolio. Nella prima rivoluzione industriale, il carbone e le sue miniere, erano ricercatissime. La regione carbonifera europea più ricca, che ha basato la sua economia interamente su questo prodotto, si trova in Romania. Curiosi di sapere qual è? La Transilvania è la regione carbonifera “Re” della produzione di questo combustibile naturale.

In realtà, le nazioni carbonifere più ricche, dopo la Romania, erano la Croazia, Slovenia, Slovacchia e Ucraina. Le loro foreste primordiali dei faggi, nei Carpazi, hanno aiutato lo sviluppo industriale europeo. Nel sottosuolo si sono trovate le miniere più floride che hanno alimentato le industrie per oltre 140 anni. Ancora oggi, riescono a fornire circa il 57% della fornitura europea.

Ci sono delle miniere anche in Germania, Italia, Bulgaria, Austria e Belgio. Tuttavia, queste nazioni, avendo dei giacimenti minori e puntando anche su uno sviluppo economico diverso, hanno passato in secondo piano l’importanza del carbone.

In tutta Europa la Transilvania è passata alla storia come la regione carbonifera per eccellenza. Chiamata, sempre nel passato, come il “cuore nero” europeo, per valutare la sua importanza nel commercio e per la grande produzione proprio del carbone.

La produzione dell’energia elettrica

Come mai il carbone è tanto importante? Ebbene, essendo una materia prima che si trovava in natura, essa rappresentava un combustibile a basso costo in grado di produrre grande “calore”. Gli impianti erano tutti alimentati da carbone.

In seguito, nei primi anni del 1900, lo sviluppo industriale si era basato esclusivamente sulla costruzione di macchinari a base di carbone. Le prime centrali elettriche, ancora oggi usate, sono state alimentate dal carbone.

La regione carbonifera della Transilvania ha commesso un grave errore concentrandosi solo sull’importazione. Infatti, avendo tante miniere, non ha provveduto a rinnovarsi.

Oggi sono presenti molte centrali di produzione di energia elettrica in Transilvania, ma che stanno avendo i conti in rosso. Infatti, tramite lo sviluppo di nuove tecnologie, si è preferito non adeguarsi all’innovazione.

Per produrre un certo quantitativo di energia elettrica occorre molto carbone. Per l’estrazione del carbone occorre molta manodopera. I costi della manodopera sono il doppio di quelli della vendita dell’energia elettrica. Si è creato un problema ad effetto domino, dove il commercio del carbone è totalmente in crisi.

Le energie rinnovabili

La lotta ai cambiamenti climatici e la riduzione dell’anidride carbonica data dall’inquinamento, punta su energie rinnovabili. Oggi è possibile produrre energia elettrica direttamente in casa tramite i pannelli fotovoltaici. Oltre a questo ci sono molte alte fonti rinnovabili.

I costi di queste innovazioni si sono abbassati. Esse non producono inquinamento. Anche il privato può avere degli impianti per produrre l’energia che gli è utile. Inoltre, proprio per le nuove direttive Europee, si deve provvedere a eliminare totalmente la combustione da carbone.

La regione carbonifera, panico per il 2020

Nella regione carbonifera, la Transilvania, ma anche nelle altre nazioni che hanno delle miniere di carbone, si è scatenato il panico. Infatti, in base ad una ricerca del 2019, nel settore delle materie prime, si è notata una forte crisi.

Tutti gli impianti industriali e le centrali di produzione elettrica a base di carbone, sono in passivo. Quattro centrali su cinque, hanno avuto una perdita degli utili di oltre il 18% nel 2019. Cosa si prospetta per il 2020? Le chiusure sono assicurate se non si provvede ad un rinnovo degli impianti. La richiesta è chiara: sfruttare al meglio le energie rinnovabili!