La scansione ottica è un procedimento informatico molto importante nella società contemporanea, talvolta indispensabile soprattutto sul lavoro ma anche nella vita privata, quando si rende necessaria la digitalizzazione di documenti e immagini, per inviarli sotto forma di file per e-mail o per caricarli su piattaforme e siti internet (si pensi all’iscrizione a un corso o a un concorso pubblico). 

Scansione ottica: quello che c’è da sapere

La scansione consiste nell’acquisire un’immagine analogica (fotografia, pagina di un libro ecc.) e renderla disponibile in formato digitale. Tutto questo si ottiene mediante l’utilizzo di uno scanner che è sostanzialmente un lettore ottico di immagini. Esso è una periferica hardware che rileva un’immagine su formato fisico, la acquisisce come un insieme di pixel e la rielabora, quindi, come immagine digitale, come un file immagine, insomma, che a quel punto viene archiviato su un computer. Alcune macchine riescono a digitalizzare centinaia di fogli in un minuto. 

Il file risultante dalla scansione può essere in 2D: una fotografia, una tabella su un libro, un disegno, un documento d’identità. Qualora si avesse necessità di fare una scansione 3D, per avere copie digitali in 3 dimensioni di oggetti con una resa estremamente accurata nella forma e nel colore, è importante servirsi di macchinari specifici e sofisticati. Ci sono due tipologie principali di scanner ottici 3D: quelli laser e quelli a luce strutturata, in base alla forma e al materiale degli oggetti da scannerizzare. Non è necessario dotarsi di questi macchinari, ma è sufficiente rivolgersi ad aziende specializzate che offrono il servizio di scannerizzazione 3D e che si trovano su tutto il territorio nazionale. Ad esempio, per ottenere una scansione ottica a Milano, si consiglia di affidarsi a Cor.Sa 3D, realtà leader nel settore che offre servizi di prima qualità grazie all’impiego di strumenti di ultima generazione.  

Le applicazioni della scansione ottica

Lo scanner è uno strumento importante in una civiltà, come quella contemporanea, in cui la GED (gestione elettronica dei documenti) non è un optional ma un aspetto fondamentale della prassi lavorativa e della vita privata. È la società delle informazioni ed esse devono essere correttamente archiviate, rendendone spesso necessaria la digitalizzazione quando il documento non è già di natura digitale. 

In ambito lavorativo, si pensi a tutte le volte in cui si richiede l’invio o l’upload di documenti digitali. Non solo, dipenderà anche dallo specifico contesto professionale ma, in linea generale, è sempre meglio avere una copia digitale dell’archivio, per mettere ulteriormente al sicuro i documenti (realizzando, possibilmente, copie di backup). Ci sono settori particolari, poi, in cui è importante avere un archivio online aperto al pubblico: testate giornalistiche e artisti figurativi che realizzano disegni, per esempio.  

Per quanto riguarda la scansione 3D, questa trova ormai ampie applicazioni, in ambito industriale, medicale e scientifico in generale, dall’architettura all’odontoiatria, dalla moda al cinema e ai videogiochi. 

Nella vita privata, la scannerizzazione si rende necessaria per l’invio telematico di documenti e l’upload di materiale su siti e portali (iscrizione all’università e a corsi di formazione, concorsi pubblici, aggiornamento di dati bancari ecc.). C’è pure un aspetto, non necessario ma nemmeno trascurabile: il digitale consente di conservare i ricordi. Vecchie fotografie, disegni.  

Lo scanner è come una fotocopiatrice di immagini digitali, realizzate grazie a un sensore ottico sensibile alla luce. A questo si abbina un convertitore analogico-digitale che serve, appunto, a convertire i dati rilevati in immagine digitale. Quest’ultima non necessariamente rimane inalterata: in base a varie necessità, può essere modificata e ritoccata con programmi dedicati. Si può, poi, convertire l’immagine di un testo in un vero e proprio documento di testo.