L’agenzia delle entrate mette sempre a disposizione del cittadino tutte le informazioni su internet nel loro sito informativo qualsiasi tipo di aiuto e assistenza per provare che i lavoratori e i datori di lavoro stanno pagando le giuste quote allo Stato. Vediamo cos’è il Tributo 1627.

Di cosa si tratta?

Semplicemente è un codice che permette al lavoratore di ricevere un pagamento che viene effettuato attraverso dei debiti fiscali utilizzando il modello F24 che viene dato dall’Agenzia delle Entrate.

La categoria che bisogna controllare è quella chiamata “Erario” indicando pure l’anno in cui sono stati versati i pagamenti e la relativa differenza in più.

Durante l’anno il datore di lavoro versa al Fisco le imposte sui redditi di ogni dipendente iscritto sul libro paga, tramite ogni mese con detrazioni, a volte però può capitare che l’importo sia superiore al valore delle imposte e quindi entra in atto questo Codice 1627.

Grazie a questo Tributo riconosciuto dallo Stato grazie alla norma legislativa n. 175/2014 si è concordati sul fatto che ogni pagamento in più fatta dal datore di lavoro dev’essere recuperata con la sottrazione dei prossimi versamenti tramite il modello messo a disposizione dall’Agenzia.

Come si utilizza?

Come detto prima, bisogna compilare il modulo F24 dato dall’Agenzia delle Entrate nella sezione Erario e indicare l’anni in cui sono state registrate questi pagamenti in più.

Il Codice è a favore dei lavoratori per riavere indietro quella somma in più versata dal datore del lavoro attraverso futuri pagamenti mensili e sempre controllando che i conti da pagare al Fisco risultino esatti e senza più eccedenze.

Nella carta o sul documento bisogna fare molta attenzione a che dati mettere e dove lasciare in bianco dato che questo modello è formato a celle.

  •  Nella prima cella bisogna inserire il Codice Tributo, ovvero il 1627.
  •  La seconda cella che è quella di cui tratta di rate non va compilata.
  • La terza invece è quella riferita all’anno di riferimento a cui ci si è accorti di questa aggiunta nei versamenti al Fisco da parte del datore di lavoro.
  • La quarta è quella dedicata agli importi a debito, e anche questa non va compilata.
  • È nella quinta che vanno inseriti i dati dell’importo a credito.
  • Nella cella Totale è riservato al saldo data dalla differenza dei valori scritti in precedenza.
  • Le celle riservate al codice atto e al codice ufficio vanno lasciate in bianco.

Quando?

Si ricorre a questo Codice quando bisogna verificare che la somma versata dal datore di lavoro sia senza aggiunte, in loro presenza si fa in modo di ridarle ai cittadini tramite i successivi pagamenti mensili.