Quando si fa una passeggiata per i campi o si coltiva un piccolo orto dato in dotazione dal comune, può capitare di vedere strisciare qualche serpente, e se si è coraggiosi meglio fare finta di niente e andarsene da un’altra parte, sennò lui potrebbe spaventarsi e andarsene per i fatti propri. Questi rettili non si trovano solo nei boschi, ma anche nei paesini di periferia ora è possibile vederli tra i capi perché le loro prede preferite, scappando, hanno cercato altri posti per fuggire da questi predatori, e hanno trovato rifugio nei paesi e nelle città, quindi anche i serpenti si sono spostati. Ma bisogna stare attenti dal riconoscere le bisce dalle vipere.

Differenze per distinguerle

Questo argomento si studia pure per il pronto soccorso perché la vipera è un serpente velenoso, e vengono spiegati alcuni comportamenti da adottare in caso di un loro attacco, mentre la biscia non lo è.

La vipera ha la testa triangolare, le pupille dei loro occhi sono simili a quelli di un gatto: due strette fessure nere che a seconda della luce e del buoi si allargano e restringono.

Il corpo può superare i 75 cm e nella parte della coda si restringe, in bocca possiedono i denti velenosi retrattili, per la maggior parte del tempo sono all’interno della mascella, in caso di attacco gli basta solo spalancare la bocca per farli uscire, iniettare veleno alla preda e aspettare che agisca, intanto il topo o altri animali più grossi possono tentare di scappare ma il veleno farà effetto dopo poco tempo, cacciano per di più la notte.

Anche le vipere hanno dei predatori, se non sono le manguste possono esserlo i gatti, tutti i felini vanno anche a caccia di rettili come i serpenti sia per gioco e sia per cacciarli da loro territorio, e se capita che li mordono ai gatti non fa effetto il loro veleno.

La biscia invece ha la testa più ovale e aderente al corpo, sono più lunghe delle vipere, infatti alcune superano i 200 cm, la coda è ristretta per 10 cm, non attacca se non è proprio in pericolo, e se morde ha una serie di piccoli denti che servono per afferrare meglio la preda designata, e nessuno di quei denti è velenoso o rilascia sostanze tossiche nell’organismo degli uomini o animali.

È un cacciatore notturno, quando individua una preda grazie ai suoi occhi che riescono a distinguere animali dal sangue caldo, li raggiunge e li morde con l’intenzione di tenerli fermi mentre li avvolgono e li stringono con il corpo.

Anche loro sono le prede preferite dei felini.