L’Agenzia delle Entrate controlla tutte le rate che chi possiede un’attività deve pagare allo Stato, bisogna stabilire un contratto anche di fiducia altrimenti intervengono provvedimenti gravi se il Fisco non viene pagato in modo regolare come stabilito sulla carta.

L’Agenzia ha emesso una serie di codici legali raggruppati in diverse tipologie, e a seconda della gravità, si incorre a una serie di obblighi che la persona interessata deve seguire, oppure di ricorre per via legale e giudiziale.

Ogni codice ha il corrispettivo documento che occorre compilare, firmare ed eseguire, uno di questi è il codice 8902, esso somiglia molto ad un altro della stessa categoria, ovvero il codice 9451, che si occupa del pagamento a rate in caso di pagamenti a rate.

Cos’è?

Questo codice avviene in caso di ravvedimento, ovvero quando i contribuenti sono tenuti a versare imposte e contributi ma ciò non avviene, oppure in modo insufficiente, ed è nominato “Sanzione pecuniaria addizionale regionale Irpef

A cosa serve?

Viene applicato per mantenere un rapporto in regola con lo Stato e sull’attività che la persona interessata ha aperto, e soprattutto su chi ha aperta una partita IVA, devono chiedere questo documento presso le Banche, le Poste oppure agli Agenti della riscossione.

Il modulo da compilare si chiama “Modello F24” va compilato seguendo tutte le voci e avvalendosi dei documenti e numeri che servono e infine calcolare tutti i dati scritti mano a mano che avviene un pagamento.

Questo documento e provvedimento è assolutamente legale, sotto il Decreto Legislativo 417 del 1997.

Guida all’utilizzo

Le voci da compilare sono solo 2:

  • Importo, che viene espresso in euro e scritto in cifre numerali;
  • Anno d’imposta per cui si effettua il pagamento, anche l’anno va scritto in cifre.

Sul foglio di documento sono presenti 5 celle che rappresentano le imposte dirette, l’IVA ritenuta alla fonte e gli interessi accumulati, i tributi…

  • Nella prima colonna va scritto il codice tributo, in questo caso è il n. 8902;
  • Nella seconda invece va scritta la rateazione, la regione e il provvedimento;
  • Nelle terza colonna va scritto l’anno di riferimento;
  • Nella quarta va scritto a cifre numerali gli importi a debito versati;
  • Nella quinta bisogna scrivere gli importi a credito compensati.

Sotto al documento va scritto il codice d’ufficio, sia il nome della città e sia in codice, ma non dalla persona che deve effettuare i pagamenti, ma chi si occupa e controlla questo caso.

Anche il codice atto non va compilato dalla persona che deve effettuare i pagamenti a rate.

Alla fine delle celle della quarta e quinta colonna va effettuato il saldo totale solo così si ha un controllo definitivo e legale.