L’origine del sottovuoto come metodo di conservazione è tedesca, ma fu l’inglese Robert Boyle a ottimizzare e mettere a punto la prima macchina davvero efficace già nel XVII secolo. Il principio è molto semplice e si basa sull’eliminazione dell’aria all’interno di sacchetti appositi, così da impedire a batteri e processi ossidativi di intaccare i cibi. Trovarne una ad uso professionale o casalingo non è complicato, l’importante è visitare i portali più completi, come ad esempio macchinasottovuoto.pro, per scegliere il modello più adatto alle proprie esigenze contando su foto, descrizioni e articoli di approfondimento.

Funzionamento e tipologie di macchina sottovuoto

I modelli di macchina sottovuoto casalinga sono i più semplici e versatili: di diverse grandezze, aspirano completamente l’aria dal sacchetto nel quale si colloca il cibo sigillandolo poi perché non fuoriesca. Quelli più grandi cosiddetti a campana, sfruttano l’aria presente all’esterno per creare il sottovuoto sull’intera superficie del sacchetto che dovrà quindi presentarsi completamente liscio: si tratta, generalmente, di macchinari più ingombranti che si impiegano soprattutto in ambito industriale o nelle cucine dei ristoranti.

Peso e materiali della macchina sottovuoto sono strettamente legati fra loro e determinano anche la maneggevolezza negli eventuali spostamenti. Ne esistono modelli in semplice plastica che hanno comunque un funzionamento ottimale ma molti preferiscono l’acciaio inox che garantisce minor rischio di ossidazione, facilità di pulizia e anche salvaguardia dell’ambiente.

In ogni versione, sia quella domestica che quella professionale, questo elettrodomestico dovrà garantire un’aspirazione pari a livelli prossimi al 99% al fine di garantire la conservazione ottimale di ogni alimento: la pompa è l’elemento chiave di tale procedimento. Potenza e velocità di aspirazione determinano infatti le prestazioni migliori se elevate e pari a svariati millibar.

Gli accessori e la conservazione dei cibi

Una macchina sottovuoto può anche essere dotata di accessori complementari ma indispensabili che torneranno utili al fine di riporre più agevolmente gli alimenti. Come, ad esempio, i sacchetti stessi che dovranno essere compatibili con i cibi più svariati e della grandezza giusta a conservare ciò che si desidera; nei modelli più evoluti, invece, vi è un vero e proprio rotolo di plastica trasparente che si taglia a misura di volta in volta e, a tale scopo, il taglierino abbinato è praticamente d’obbligo. Poi, ovviamente, possono essere aggiunti anche guarnizioni, tubicini e tappi atti a creare il sottovuoto in maniere differenti o persino in barattoli fatti di vetro.

Tra gli alimenti secchi che si conservano più a lungo figurano di certo la pasta e i biscotti, con un periodo di oltre sei mesi; segue il pane con circa dieci giorni, mantenendo la sua fragranza e carne e pesce, cibi umidi che se correttamente messi sottovuoto hanno una longevità di una settimana. Meno tempo per frutta e verdura che, invece, hanno comunque un’autonomia di qualche giorno in più rispetto alla norma.

L’importante sarà sempre avere cura di conservare gli alimenti ben puliti e controllare di tanto in tanto che l’aria non sia fuoriuscita col rischio di deteriorarli.

Dalla cottura sottovuoto agli abiti

Dei cibi messi sottovuoto possono anche essere cotti in acqua calda o al forno: il duplice vantaggio sarà quello di mantenere inalterati non solo tutti i nutrienti e le proprietà organolettiche, ma anche i sapori, che si sprigioneranno naturalmente una volta aperto il sacchetto. Si tratta di una tecnica di cottura piuttosto di tendenza che si fa a basse temperature per risultare ottimale.

Infine, il sottovuoto è anche un buon modo per riporre gli abiti, ad esempio durante un cambio di stagione: non solo saranno lontani dagli acari e dalla polvere, ma occuperanno molto meno spazio rendendone più agevole il mantenimento.