La pastinaca, o Trigone, è una razza appartenente alla famiglia delle Dasyatidae, che usa la punta delle sua coda per difendersi, in quanto è velenosa. Si diceva che gli antichi dentisti greci usassero il veleno della spina della pastinaca come anestetico.

Com’è fatta la pastinaca e dove vive?

Questa razza raggiunge un metro e mezzo di larghezza, e i due metri e mezzo di lunghezza, e può pesare oltre i 350 chili. La sua colorazione, sul dorso, può variare dal grigio-marrone al verde-olivastro, che gli permette di mimetizzarsi con il fondale marino, dove passano buona parte del loro tempo, inattive e nascoste nella sabbia.

Grazie alla loro mascella dentata, possono nutrirsi di crostacei come le vongole, le cozze e le ostriche. Le altre prede, invece, vengono catturate perché percepite da degli organi intorno alla bocca, che rivelano la scarica elettrica naturale degli altri pesci che si muovono intorno a loro.

Per quanto riguarda la loro riproduzione, come tutti quelle della loro razza, le pastinache sono ovovivipari (le loro uova si schiudono nel grembo materno) e, dopo quattro mesi di gestazione, le femmine possono mettere al mondo dai quattro ai nove cuccioli.

Le pastinache sono presenti in gran numero lungo le coste dei mari del Mediterraneo, dell’Oceano Atlantico settentrionale, del Mar Baltico (fino alla Norvegia), nel Mar Nero e presso le isole Canarie.

Quanto sono velenose la pastinache?

Il veleno delle pastinache, in generale, non è letale se non colpisce un organo vitale. Nel 2006, il naturalista Steve Irwin venne punto al cuore dall’aculeo della pastinaca, e morì tragicamente.

Se si viene punti dal una pastinaca, è necessario recarsi subito al pronto soccorso o chiamare il medico, ma si possono prendere delle precauzioni, mentre si aspettano i soccorsi. L‘arto colpito dovrebbe essere immerso nell’acqua calda (dalla temperatura più alta che si riesce a sopportare, ma bisogna arrivare almeno a 37°C), in quanto il veleno è composto soprattutto di proteine sensibili al calore. Dopo che la ferita ha smesso di trasudare,  la si può avvolgere in una benda, fatta con della stoffa pulita e priva di lanugine, prima immersa nell’acqua calda. Se ci si trova sulla spiaggia, è bene immergere l’arto ferito nella sabbia calda, in modo da far diminuire i dolori e i gonfiori.

Se la ferita mostra i segni di un’infezione (gonfiore, arrossamento, pus, etc), è bene utilizzare un antibiotico topico, in modo da ridurre i dolori e rallentare l’infezione. Chi ha un sistema immunitario debole, compromesso da altre patologie, dovrebbe cercare immediatamente degli antibiotici o altre cure aggressive.

Nel caso che si venisse colpiti al petto e all’addome, è bene non rimuovere l’aculeo, perché si rischia di provocare un’emorragia, e se fuoriesce del sangue, è bene lasciare che esca, in modo da espellere anche un po’ del veleno. Se la puntura è alla mano, e si portano braccialetti o anelli, è meglio rimuoverli immediatamente, perché non rischiare di incorrere in una necrosi.