Rate del mutuo non più sostenibili, finanziamenti accumulati negli anni, carte revolving, debiti con il Fisco: per molte famiglie italiane la situazione economica può diventare, a un certo punto, ingestibile. Quando i debiti superano stabilmente la capacità di pagarli, si parla di sovraindebitamento. Non tutti sanno, però, che la legge prevede strumenti specifici per affrontare questa condizione e, in alcuni casi, per ottenere la cancellazione dei debiti residui. In questo articolo vediamo come funzionano, con il contributo dell’esperienza dell’Avvocato Manuel Macrì, professionista con studio a Genova e Milano che si occupa, tra le altre materie, di procedure di sovraindebitamento.

Cos’è il sovraindebitamento

Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019), in vigore dal 2022, definisce il sovraindebitamento come lo stato di crisi o di insolvenza di soggetti che non possono accedere alle procedure previste per le imprese di maggiori dimensioni. Rientrano in questa categoria:

  • i consumatori, cioè le persone fisiche che hanno contratto debiti per scopi estranei a un’attività professionale;
  • i professionisti e i lavoratori autonomi;
  • gli imprenditori minori e agricoli;
  • le start-up innovative.

In pratica, si tratta di chi non riesce più a far fronte regolarmente alle proprie obbligazioni con il patrimonio e il reddito di cui dispone.

Gli strumenti previsti dalla legge

La ristrutturazione dei debiti del consumatore

È la procedura pensata specificamente per il consumatore. Il debitore, con l’assistenza di un Organismo di composizione della crisi (OCC), presenta al tribunale un piano che indica come e in quanto tempo intende pagare i creditori, anche solo in parte. Il piano può prevedere la riduzione dei debiti, la dilazione dei pagamenti e, a determinate condizioni, il mantenimento della casa di abitazione. Non è necessario il voto dei creditori: è il giudice a valutare la sostenibilità del piano e la meritevolezza del debitore, cioè l’assenza di colpa grave, malafede o frode nella formazione del debito.

Il concordato minore

È lo strumento destinato a professionisti, imprenditori minori e agricoli. In questo caso il piano deve essere approvato da una maggioranza dei creditori.

La liquidazione controllata

Quando non è possibile proporre un piano, il debitore può chiedere la liquidazione controllata del proprio patrimonio: i beni vengono venduti sotto il controllo di un liquidatore e il ricavato distribuito ai creditori. Al termine, il debitore può ottenere l’esdebitazione, cioè la liberazione dai debiti rimasti insoddisfatti.

L’esdebitazione del debitore incapiente

Per chi non ha alcun bene né reddito sufficiente a soddisfare, neppure in parte, i creditori, la legge prevede una forma di esdebitazione speciale, concessa una sola volta, con l’obbligo di pagare eventuali utilità sopravvenute rilevanti nei quattro anni successivi.

Perché serve un avvocato

Le procedure di sovraindebitamento sono tecnicamente complesse. Richiedono una ricostruzione accurata della situazione debitoria, la raccolta di numerosi documenti, la redazione di un piano credibile e il dialogo con l’OCC, i creditori e il tribunale. L’assistenza di un legale è importante per:

  • valutare la procedura più adatta al caso concreto;
  • verificare la presenza dei requisiti, in particolare la meritevolezza;
  • tutelare il debitore da azioni esecutive nel corso della procedura, attraverso le misure protettive previste dalla legge;
  • negoziare con i creditori e preparare un piano sostenibile;
  • verificare eventuali anomalie contrattuali nei finanziamenti, come tassi o clausole contestabili.

L’Avvocato Manuel Macrì, titolare dello studio legale M2LEX con sedi a Genova e Milano, include il sovraindebitamento tra le aree di attività dello studio, insieme al diritto civile e commerciale, al recupero crediti e alla crisi d’impresa. Il suo approccio, come descritto dallo stesso studio, parte da una fase preliminare di analisi del caso, in cui il cliente viene coinvolto nella scelta della strategia.

Gli errori da evitare

Aspettare troppo

Molte persone si rivolgono a un professionista quando sono già arrivati pignoramenti e procedure esecutive. Intervenire prima permette di avere più margini di manovra.

Contrarre nuovi debiti per pagare quelli vecchi

È una spirale pericolosa, che oltre ad aggravare la situazione può pesare negativamente sulla valutazione di meritevolezza.

Affidarsi a soluzioni improvvisate

Società che promettono di “cancellare i debiti” in poco tempo e senza costi vanno valutate con grande cautela. Le procedure previste dalla legge passano sempre dal tribunale e da un OCC.

Nascondere beni o redditi

La trasparenza è un requisito essenziale: omettere informazioni può portare al rigetto della domanda e, nei casi più gravi, a conseguenze penali.

Come prepararsi al primo colloquio

Per rendere efficace il primo incontro con il legale, è utile raccogliere:

  • contratti di finanziamento, mutui e prestiti;
  • estratti conto e comunicazioni dei creditori;
  • eventuali atti giudiziari ricevuti (decreti ingiuntivi, precetti, pignoramenti);
  • dichiarazioni dei redditi degli ultimi anni;
  • documentazione su beni di proprietà e spese familiari.

Lo studio dell’Avvocato Manuel Macrì offre anche la possibilità di prenotare una consulenza preliminare, anche a distanza, utile per una prima valutazione della situazione.

Conclusione

Il sovraindebitamento non è una condanna definitiva. La legge offre strumenti concreti per ristrutturare i debiti, liquidare il patrimonio in modo ordinato e, nei casi previsti, ripartire da zero con l’esdebitazione. Il passo decisivo è rivolgersi per tempo a un professionista competente. Chi desidera approfondire o ricevere una prima valutazione può consultare il sito dell’Avvocato Manuel Macrì e le informazioni sulle aree di attività dello studio.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale e non sostituiscono una consulenza legale sul caso specifico.

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