
Temu, Shein, AliExpress e gli altri marketplace con sede fuori dall’Unione Europea sono diventati un’abitudine per milioni di consumatori italiani, attirati da prezzi molto competitivi. Meno chiaro, spesso, è quali tutele restano valide quando il venditore non ha sede in Italia o in Europa, e quanto davvero convenga un acquisto dopo aver considerato dazi e tempi di consegna.
Sesto articolo del ciclo sui diritti del consumatore: dopo aver visto recesso, bollette, voli, garanzia legale e clausole abusive nei contratti “tradizionali”, questo articolo affronta un tema che riguarda milioni di acquisti quotidiani su piattaforme che, fino a pochi anni fa, restavano ai margini della normativa consumeristica italiana.
Le tutele del Codice del Consumo valgono anche per i marketplace extra-UE
Il punto centrale da chiarire è questo: la sede legale del venditore non conta. Se una piattaforma indirizza le proprie vendite verso il mercato italiano o europeo — ad esempio con un sito in lingua italiana, prezzi in euro, spedizioni verso l’Italia — si applicano le stesse tutele previste dal Codice del Consumo per qualsiasi altro venditore online, indipendentemente da dove abbia sede legale l’azienda.
Questo significa che il diritto di recesso di 14 giorni si applica normalmente anche agli acquisti su Temu o Shein, così come la garanzia legale di conformità di 24 mesi sui prodotti difettosi. Nella pratica, però, far valere questi diritti può essere più complesso rispetto a un venditore europeo: tempi di risposta del servizio clienti più lunghi, difficoltà nella lingua delle comunicazioni, e — per la restituzione fisica del prodotto — costi di spedizione internazionale spesso significativi, anche se la piattaforma offre talvolta il rimborso senza richiedere la resa per articoli di basso valore, a propria discrezione commerciale.
I dazi doganali: cosa è cambiato dal 2026
Fino al 30 giugno 2026, le spedizioni extra-UE con valore dichiarato inferiore a 150 euro erano completamente esenti da dazi doganali, secondo la cosiddetta soglia “de minimis” in vigore dal 1992. Dal 1° luglio 2026, questa esenzione è stata abolita: ogni spedizione da un Paese extra-UE con valore inferiore a 150 euro è soggetta a un dazio forfettario di 3 euro, regolato dal Regolamento di esecuzione UE 2026/1200. Il dazio si applica per voce doganale, non per pacco: se un ordine contiene articoli diversi (una maglietta e un paio di occhiali, ad esempio), possono essere applicati due dazi distinti da 3 euro ciascuno sullo stesso pacco.
Questa misura è transitoria e resterà in vigore fino al 1° luglio 2028, quando entrerà in funzione l’EU Customs Data Hub, la piattaforma digitale che permetterà di calcolare i dazi in base al valore reale, all’origine e alla classificazione doganale di ogni merce, eliminando del tutto la soglia dei 150 euro.
In Italia, era previsto anche un contributo nazionale aggiuntivo di 2 euro sui pacchi sotto i 150 euro, ma è stato sospeso fino al 1° ottobre 2026 con il decreto PNRR approvato dal Consiglio dei Ministri il 22 giugno 2026, per evitare la sovrapposizione con il dazio europeo. L’IVA continua ad applicarsi normalmente su qualsiasi acquisto, indipendentemente dal valore, ed è generalmente riscossa già al momento del pagamento tramite il sistema IOSS (Import One Stop Shop), utilizzato dalla maggior parte delle grandi piattaforme internazionali.
Attenzione alla voce “dazi stimati” al checkout
Molti consumatori scoprono al momento del pagamento una voce indicata come “dazi stimati” o simile, spesso più alta dei 3 euro previsti dalla norma. Questo non è un errore né una truffa: è una stima prudenziale con cui la piattaforma copre in anticipo sia il tributo doganale effettivo sia i costi di gestione dello sdoganamento, ed è quasi sempre superiore all’importo netto previsto dal regolamento europeo. Per capire il costo reale di un ordine, conviene sempre completare virtualmente il checkout e verificare il totale finale prima di confermare, piuttosto che basarsi solo sul prezzo del carrello.
Sicurezza dei prodotti e conformità
Un altro aspetto rilevante riguarda la sicurezza e la conformità dei prodotti venduti su questi marketplace: giocattoli, cosmetici, dispositivi elettrici o piccoli elettrodomestici devono comunque rispettare gli standard di sicurezza europei (marchio CE, materiali non tossici, avvertenze in lingua) per poter essere legalmente venduti nell’Unione Europea. Nella pratica, controlli e sanzioni sono più difficili da applicare a milioni di venditori terzi che operano su queste piattaforme, e non è raro trovare prodotti non conformi. In caso di dubbi sulla sicurezza di un prodotto acquistato, è possibile segnalarlo alle autorità di vigilanza del mercato o alle associazioni dei consumatori, oltre a valutare sempre la restituzione tramite il diritto di recesso.
Come tutelarsi in pratica
Alcuni accorgimenti concreti riducono il rischio di problemi. Pagare sempre con carta di credito o debito, e non con bonifico o metodi di pagamento non tracciabili, per poter eventualmente attivare il chargeback con la propria banca se il prodotto non arriva o è completamente diverso da quanto ordinato. Conservare screenshot della pagina prodotto al momento dell’acquisto (descrizione, foto, prezzo), utili come prova in caso di controversia sulla conformità.
Per la restituzione, verificare sempre le condizioni specifiche della piattaforma prima di avviare il recesso: alcune, per articoli di basso valore, rimborsano direttamente senza richiedere la spedizione di ritorno, per contenere i costi logistici; altre richiedono invece la resa fisica, con spese a carico del consumatore salvo diversa indicazione. In caso di uso del prodotto oltre la semplice verifica di funzionamento e caratteristiche, il rimborso può essere ridotto proporzionalmente al deprezzamento causato.
Domande frequenti
Il diritto di recesso vale anche se ho comprato su un venditore terzo dentro Temu o AliExpress, non sulla piattaforma stessa?
Sì, se il venditore indirizza le vendite al mercato italiano o europeo, si applicano comunque le tutele del Codice del Consumo, indipendentemente da chi sia il venditore specifico.
Devo pagare il dazio di 3 euro anche se l’ordine costa solo 10 euro?
Sì, il dazio forfettario di 3 euro si applica a ogni voce doganale su spedizioni extra-UE sotto i 150 euro, indipendentemente dal valore specifico dell’ordine.
Perché al checkout vedo un importo “dazi stimati” diverso da 3 euro?
Perché la piattaforma applica una stima prudenziale che copre dazio e costi di gestione doganale insieme, quasi sempre superiore ai soli 3 euro previsti dalla norma europea.
Posso restituire un prodotto Temu o Shein anche dopo averlo provato?
Sì, nella misura necessaria a verificarne funzionamento e caratteristiche. Un uso eccessivo oltre questa soglia può comportare una riduzione del rimborso.
Come faccio se il prodotto non arriva mai?
Puoi contattare il servizio clienti della piattaforma richiedendo un rimborso; se non risponde o rifiuta senza motivo, puoi attivare il chargeback con la tua banca se hai pagato con carta.
Il contributo italiano di 2 euro sui pacchi è già attivo?
No, è sospeso fino al 1° ottobre 2026 per evitare la sovrapposizione con il dazio europeo di 3 euro entrato in vigore dal 1° luglio 2026.
I prodotti venduti su questi marketplace sono sempre sicuri e conformi agli standard europei?
Non sempre. È possibile trovare prodotti non conformi; in caso di dubbio è opportuno non acquistare o restituire il prodotto tramite recesso.
Conoscere queste regole permette di valutare in modo più realistico il vero costo di un acquisto su questi marketplace, e di sapere a chi rivolgersi se qualcosa va storto. Nel prossimo articolo del ciclo vediamo a quali associazioni dei consumatori rivolgersi quando un problema — di qualsiasi tipo — non si risolve con un semplice reclamo.
